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L’incompreso…


Vi è mai capitato di parlare con delle persone, ma di notare che non vi capiscono? vi è mai capitato di avere l’impressione che una persona di lingua diversa dalla vostra potrebbe comprendervi di più rispetto alla persona che vi sta davanti e che parla la vostra stessa lingua?
A me succede così tante volte che ormai mi son fatta l’idea di non essere proprio capace a parlare, di venire da un altro mondo e da un’altra specie.
La cosa che più mi rattrista e mi avvilisce è il fatto che questo evento non accade solo quando parlo faccia a faccia con le persone, ma anche quando scrivo per via telematica, cosa che credo sia ancora peggiore, perchè per via telematica viene anche peggio spiegarsi. Tanto quanto anche con la mimica del viso si riesce a comunicare quello che realmente sta nel nostro pensiero, ma immaginate il caos di quando tutto ciò succede per via telematica?!
Ormai ho preso l’abitudine di non scrivere neanche un messaggio senza metterci almeno una “faccina” che indichi il mio stato d’animo.
Eppure le parole son quelle, l’italiano (nel mio caso) è quello e non si scappa, ma perchè accade ciò?
Vi confesso che sono veramente stanca di essere continuamente fraintesa…anche perchè passo la maggior parte del mio tempo a giustificare in modo altamente convincente quello che dico in precedenza. Nonostante le parole siano proprio quelle che voglio dire la gente fraintende comunque.
Ora dico…magari non sono stata graziata dell’abilità oratoria di un Cicerone, ma santa pazienza…non mi pare neanche di parlare “alienese”.
Eppure la gente mi fraintende…ogni singola parola che dico…allora mi sono soffermata a pensare…cosa rende diverso il modo di parlare di ognuno di noi?
Atteggiamenti? Mimica? sopracciglia? tono? dialetto? provenienza? modi di fare? carattere?
Credo che la risposta sia l’insieme di tutto quello sopraccitato.
Potete immaginare un milanese che parla con un sardo o comunque un ragazzo del nord che parla con un ragazzo del sud?
Correggetemi se sbaglio, ma in questo caso il fraintendimento è d’obbligo!
Perchè un sardo ha un modo diverso di esprimersi, non dico di certo migliore, ma diverso…più caldo e concitato anche in situazioni di tranquillità…un milanese invece può essere più freddo, scattante e sistematico.
La diversità nell’esprimersi si nota anche nel modo di scherzare…cosa che penso sia la nota rivelatrice della propria indole.
A parer mio anche come si è stati educati influenza il modo di esprimersi: una persona che è stata educata al dialogo, educata a tirar sempre fuori tutto, a dir le cose come stanno senza curarsi del proprio interlocutore, sicuramente avrà un modo di esprimersi eccellente e poco fraintendibile, rispetto ad una persona che è stata educata severamente, educata a stare al proprio posto, al rispetto degli adulti, molto probabilmente avrà grosse difficoltà nell’esprimersi e nel tirar fuori ciò che realmente pensa anche per paura di arrecare fastidio al proprio interlocutore, quindi sarà una persona non trasparente e facilmente fraintendibile.
Altra ipotesi, che secondo me è quella più azzeccata, è che avvicendevolmente non si comprende l’atteggiamento e il modo di fare di una persona perchè inconsciamente si crede che il proprio modo di esprimersi sia il migliore.
Purtroppo ho avuto questa sensazione e io non ne sono esente…anche io credo fermamente di non essere ambigua e fraintendibile e che siano gli altri a non comprendere me, ma chi mi dice che realmente sia così? Chi è nel giusto e chi invece sbaglia?
Nel chiedermelo continuerò ad essere fraintesa e a fraintendere…chissà se mai tutti quanti parleranno la stessa “lingua”…

Penso che da ora in poi attuerò questo schema XD :
Inventio (in greco Έυρησις dal verbo έυρίσκω): questo termine deriva dal verbo latino invenio, trovare, significava appunto trovare cosa dire nella sede pubblica, è il momento in cui chi compone cerca il materiale, i documenti che servono per creare il discorso.
Dispositio (in greco Ίάξις dal verbo τάσσω “dispongo”): significava trovare il modo più congeniale per disporre i documenti, questa disposizione può essere:
naturalis: nel disporre gli elementi si segue un filo logico
artificialis: modo molto elaborato nell’ordinare i documenti
Elocutio(in greco λέξις dal verbo λέγω):riguarda la scelta dello stile, della parola, possono entrare in campo anche le figure retoriche (l’ornatus)
Memoria (in greco Μνέμη dal verbo μιμνήσχω “ricordo”): esporre il discorso a memoria, usando le tecniche della mnemotecnica, imparate nella scuola di retorica
Actio (in greco ύπόκρισις dal verbo ύποκρίνω, verbo con il quale si indica il mestire di un attore): era il modo di porsi in pubblico, c’erano delle regole su come muoversi, dove guardare, come attegiarsi.

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